L’articolo 8 del nuovo regolamento generale per la protezione dei dati personali sembrerebbe vietare l’uso di WhatsApp e Instagram ai minori. Però…

Probabilmente ve ne sarete accorti per il gran numero di email che avete ricevuto negli ultimi giorni per chiedervi di fornire nuovamente il consenso al trattamento dei dati o per confermare l’iscrizione alle varie newsletter. Non preoccupatevi: non si tratta di un attacco phishing, né tutti quanti sono improvvisamente impazziti. Semplicemente, si stanno adeguando alle direttive del GDPR, il nuovo regolamento per la protezione dei dati personali voluto dall’Unione Europea e attivo dal 25 maggio 2018.

Nonostante le buone intenzioni – secondo moltissimi analisti, il GDPR “restituirà” i dati ai loro legittimi proprietari, gli utenti – il GDPR può produrre effetti “indesiderati” e non si sa quanto voluti. Come si vocifera da qualche settimana, con l’applicazione del regolamento WhatsApp è vietato ai minori di 16 anni. Non solo: anche Instagram, Facebook e tutti gli altri servizi web che trattano alcune tipologie di informazioni personali sono a uso esclusivo degli over 16. Ma procediamo con ordine.

Che cos’è il GDPR

Acronimo di General Data Protection Regulation (“Regolamento generale per la protezione dei dati” in italiano), il GDPR è la nuova legislazione pensata per proteggere dati e informazioni personali dei cittadini dell’Unione Europea. Approvata dal Parlamento di Bruxelles nel 2016, è entrata in vigore a fine maggio e, se correttamente recepita dagli utenti, ha tutte le potenzialità per rivoluzionare il web così come lo conosciamo oggi. Pur trattandosi di una legislazione europea, infatti, si applica a tutte le aziende che operano all’interno dei confini UE e hanno in qualche modo a che fare con la raccolta e trattamento dei dati personali dei cittadini. Anche i dentisti, commercialisti e altri professionisti, ad esempio, dovranno chiedere il consenso esplicito al trattamento dei dati personali.

A essere maggiormente interessati dal GDPR saranno, come è semplice immaginare, i servizi web, che sul trattamento dei dati degli utenti hanno costruito le loro fortune (cookie traccianti e pubblicità tracciante vi dicono nulla?). Come avrete potuto notare, infatti, tutti i vari servizi online hanno dovuto aggiornare le loro policy di trattamento dei dati personali e chiedere nuovamente il consenso per l’invio di newsletter. Dati che poi dovranno essere protetti in una “cassaforte virtuale e digitale”: in caso di furto di dati, le aziende sarebbero chiamate a pagare multe fino al 4% del loro fatturato annuo (che per giganti come Google e Facebook si traduce in multe da svariati miliardi di euro).

Perché WhatsApp vietato ai minori di 16 anni?

Come accennato in apertura, però, il Regolamento generale per la protezione dei dati ha anche degli “effetti collaterali” e magari non propriamente voluti dai legislatori europei. L’articolo 8 del GDPR, “Condizioni applicabili al consenso dei minori in relazione ai servizi della società dell’informazione“, prevede che gli under 16 non possano usufruire di determinati servizi web poiché le aziende non sono autorizzate a effettuare il trattamento dei dati personali. Tra questi servizi rientrano i vari Facebook, WhatsApp e anche Instagram

Lo stesso articolo 8 del GDPR, però, prevede che gli under 16 possano ancora utilizzare o iscriversi alle piattaforme social e di messaggistica istantanea a patto di essere sotto il controllo diretto di un genitore o di un adulto che ne faccia le veci. Insomma, com’è facile intuire, il blocco a WhatsApp per i minori di 16 anni può essere facilmente aggirato.

Come usare WhatsApp se si hanno meno di 16 anni

I gestori dei vari servizi, nell’aggiornare le policy del trattamento dei dati personali, hanno dovuto quindi aggiungere la clausola degli under 16. In fase di iscrizione, i nuovi iscritti dovranno inserire la data di nascita, così da confermare di aver già compiuto la fatidica età. In caso contrario, si dovrà confermare di utilizzare il dispositivo e la piattaforma social o di messaggistica istantanea sotto il controllo di un genitore.

Cosa accade, invece, se si è già iscritti ai vari WhatsApp, Instagram e Facebook? Al momento dell’aggiornamento dell’applicazione, prima di poter tornare a vedere foto o messaggiare con i contatti, verrà chiesto di confermare la propria età. A seconda del servizio che si utilizza, la modalità di conferma sarà differente: WhatsApp chiede di spuntare una casella di conferma, mentre Instagram chiede l’indirizzo email di un genitore (o altro maggiorenne che ne faccia le veci) che dovrà confermare che il minore possa andare alla ricerca di follower e like sulla piattaforma social.

Oltre a questo, né WhatsApp né Instagram fanno controlli aggiuntivi sull’effettiva età dell’utente: chiunque potrà confermare ciò che vuole o inserire la data di nascita che preferisce. Insomma, il divieto c’è e WhatsApp è vietato agli under 16, ma il tutto sembra essere facilmente aggirabile.

 

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