Dalla radio agli studi sulla comunicazione senza fili, l’inventore bolognese ricopre tutt’oggi un ruolo di primo piano nel panorama tecnologico mondiale

Nel corso della sua vita gli sono state conferite 16 lauree honoris causa (di cui due in Legge), insignito di 25 onorificenze di alto rango e 13 cittadinanze onorarie. Nella loro eccezionalità, queste tre cifre ci aiutano a riassumere, parzialmente e brevemente, la vita di Guglielmo Marconi, tra gli inventori più prolifici e geniali degli anni a cavallo tra il XIX e XX secolo. Per molti, infatti, è “solamente” l’inventore della radio, ma se oggi è possibile effettuare qualsiasi tipo di comunicazione a grandi distanze senza la necessità di utilizzare cavi o fili è merito di questo genio nato a ridosso dei colli bolognesi.

Tra infanzia ed educazione privata

Guglielmo Marconi nasce a Bologna il 25 aprile 1874, figlio di Giuseppe Marconi – piccolo proprietario terriero originario di Pontecchio – e Annie Jameson, nipote del fondatore della storica distilleria irlandese Jameson. Nonostante alcune notizie contrastanti, Guglielmo mostra sin dai primi anni di vita un’irrefrenabile curiosità e una capacità quasi innata di comprendere i fenomeni fisici che gli si presentano di fronte. Marconi viene educato privatamente, dapprima negli studi di Bologna di Augusto Righi, poi presso l’istituto Cavallero di Firenze. Un periodo di studio di due anni presso la Bedford School in Inghilterra assumerà un grande valore formativo e personale nel corso della sua vita.

È in questi anni, infatti, che viene a contatto con le teorie di Heinrich Hertz, che aveva recentemente dimostrato la possibilità di produrre e rilevare radiazioni elettromagnetiche – oggi chiamate onde radio. Grazie alla collaborazione di Augusto Righi, allora docente di Fisica dell’Università di Bologna, Marconi riuscì ad entrare in possesso di alcuni articoli di Hertz, che lo introdussero alla materia.

Gli esperimenti radiofonici

Tra il 1894 e il 1895 Guglielmo Marconi si trasferì nella residenza di campagna della sua famiglia, nel comune di Pontecchio. Qui, grazie alla collaborazione del maggiordomo, mise su un piccolo laboratorio fisico dove condusse i primi esperimenti in campo radiofonico.

Marconi alle prese con un impianto di comunicazione radio

Nonostante avesse a disposizione un’attrezzatura tutto sommato artigianale, Marconi riesce ad ottenere ottimi risultati. Nell’autunno del 1894 realizza un allarme meteorologico, mentre l’estate successiva decide di spostare il suo laboratorio e tutti i macchinari all’esterno della villa. Qui poteva amplificare la potenza della trasmissione senza fili, riuscendo a coprire distanze sempre maggiori. Ben presto riuscì a trasmettere il segnale sino ad una distanza di 2,4 chilometri, “trapassando” una collina che si frapponeva tra il mittente e il ricevente del messaggio.

A questo punto Guglielmo Marconi si rivolse al Ministero delle Poste e dei Telegrafi per ottenere fondi statali e proseguire con i suoi esperimenti. Il Ministro, però, non ritenne il progetto degno di nota e cestinò la lettera del giovane inventore bolognese – Marconi aveva da poco compiuto i 22 anni.

Il viaggio in Inghilterra

Grazie ai buoni uffici di alcuni diplomatici amici di famiglia, Guglielmo si trasferisce a Londra, dove troverà terreno fertile per proseguire con i suoi studi. Appena sbarcato conquista l’attenzione e l’amicizia di William preece, ingegnere capo del servizio postale britannico. Grazie al suo appoggio, Guglielmo Marconi fu in grado di effettuare diverse dimostrazioni di fronte a membri del Parlamento e del Governo inglese. I notabili britannici rimasero impressionati e decisero di finanziare le ricerche del ventenne italiano.

Targa commemorativa di Guglielmo Marconi

Il 13 maggio 1897 Marconi effettuò la prima trasmissione senza fili transmarina. Con un apparato di comunicazione simile a quello utilizzato nei suoi esperimenti italiani – solo poco più evoluto – l’inventore italiano fu in grado di trasmettere il messaggio “Are you ready” (sei pronto in italiano) al di sopra del Canale di Bristol, una piccola insenatura marina ampia poco più di 6 chilometri. Nel giro di pochi mesi Marconi fu in grado di estendere il raggio del suo apparato comunicativo, arrivando ben presto a coprire distanze superiori ai 10 chilometri.

Il suo lavoro, nel frattempo, iniziava ad attirare attenzioni anche al di fuori del regno britannico. Nel luglio 1897 portò avanti degli esperimenti per conto del Governo italiano a La Spezia, mentre il 27 marzo 1899 effettuò la prima comunicazione transnazionale, spedendo un messaggio attraverso La Manica. Nell’autunno di quello stesso anno Marconi si recò, per la prima volta, negli Stati Uniti, dove si occupò di comunicare i risultati dell’America’s Cup per conto del quotidiano The New York Herald. L’italiano, a bordo di un vascello a seguito della regata, comunicava le evoluzioni ai giornalisti situati sulla costa, che potevano così redigere i loro articoli con largo anticipo sulla concorrenza.

Trasmissioni transoceaniche

Vista l’esperienza più che positiva, Marconi iniziò a gettare le basi per realizzare un impianto tanto potente da poter inviare un messaggio al di là dell’oceano. Stabilì così una base radio nel Newfoundland (Canada), deputata a ricevere un messaggio inviato dalla stazione di Poldhu, in Cornovaglia. Utilizzando un’antenna circolare dal diametro di circa 160 metri, Guglielmo Marconi e i suoi assistenti fu in grado di inviare un breve messaggio in codice Morse (la lettera s, per essere precisi) per circa 3.500 chilometri, recapitandolo senza troppi problemi. Era il 12 dicembre 1901 e il mondo non sarà più uguale a prima.

Una delle stazioni di trasmissione fatte montare da Marconi negli USA

L’esperimento, però, venne accolto con molto scetticismo – e ancora oggi non si è in grado di stabilire se Marconi captò effettivamente il segnale radio o delle semplici interferenze – tanto da spingere l’inventore italiano a ripeterlo l’anno successivo. Nel corso di questa seconda tornata di esperimenti transoceanici, Marconi riuscì a trasmettere ad oltre 3.300 chilometri di distanza, dimostrando così la bontà del suo primo esperimento. Il 18 gennaio del 1903, dalla base di Glace Bay in Nova Scotia, Marconi effettuò la prima trasmissione transoceanica partita dal continente americano.

Le radio progettate e realizzate dalla Marconi Company – fondata nel 1897 in Inghilterra – iniziarono ad essere installate a bordo delle navi e, in più di qualche occasione, salvarono la vita a migliaia e migliaia di passeggeri. Il 23 gennaio 1909 gli oltre 1.700 passeggeri del transatlantico statunitense “Republic” vennero messi in salvo grazie al messaggio di soccorso – il primo SOS navale radiofonico della storia – inviato dai marconisti della nave. Lo stesso accadde qualche anno più tardi, quando il transatlantico S.S. Titanic affondò al largo della costa canadese.

Nel frattempo, nel dicembre 1909, Marconi ricevette il Premio Nobel per la Fisica per i suoi studi e i suoi esperimenti nel campo delle comunicazioni senza fili.

Gli ultimi anni

Nel 1914 venne nominato Senatore a vita e insignito della Gran Croce dell’Ordine Reale Vittoriano. Prese parte alla Prima Guerra Mondiale, dapprima nelle fila della fanteria e successivamente in quelle della marina.

Nel 1927 venne nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), mentre nel 1930 venne messo a capo della Regia Accademia d’Italia (l’attuale Accademia dei Lincei). Nel 1929 venne chiamato da Papa Pio IX a realizzare il primo impianto di trasmissione radio della Città del Vaticano (gettando così le basi per Radio Vaticana). In quello stesso anno gli venne conferito il titolo ereditario di Marchese.

Funerali di Guglielmo Marconi

Guglielmo Marconi continuò ad accumulare cariche e titoli sino al giorno della sua morte, sopraggiunta il 19 luglio 1937 nella sua casa di Roma.